Radiogramma urgente

In momento storico, tra queste alte e burrascose onde di violenza, di recessione del diritto, di soprusi di Stato, un piccolo salvagente per ritrovare pezzi di umanità a mezzo delle onde radiofoniche.

Da lunedì 25 a venerdì 29 maggio su Rai Radio 3, alle 17 circa, andrà in onda in cinque comode puntate Sotto il bosco di latte, opera con voci tratta dal testo di Dylan Thomas Under Milk Wood e realizzata a partire da un’idea di Renato Striglia.

L’eterno giorno di primavera del villaggio immaginario di Llareggub, inventato dal poeta gallese, prende vita nel suono di cinquantasei voci che nell’insieme costituiscono una comunità, un mondo, un Eden. Una voce narrante veglia e descrive il villaggio. Per dare maggiore ritmo alla narrazione, l’autore l’aveva pensata doppia, quasi come una coppia formata da angelo e diavolo custode, che vegliano, conoscono e narrano tutta la comunità a partire da quello che sogna.

La storia senza alcuna trama che non sia lo svolgersi della vita stessa si dipana nell’arco di ventiquattro ore di un giorno di primavera, come in quel tempo fuori dal tempo di ogni  “c’era una volta” di ogni favola.

Questo lavoro, nasce dall’amore per la radio e trova la sua naturale collocazione sulla frequenza a cui siamo più affezionati, Rai Radio 3, che l’ha accolto e promosso.

Prodotto da La Cùpa, le registrazioni si sono svolte nell’arco di cinque anni, a partire dal 29 maggio 2021, all’Imbarchino di Torino; da allora la polifonia delle 56 voci finali si è andata componendo con vari e disparati mezzi. Alcuni hanno registrato con il solo ausilio di uno smartphone, altri nei loro studi di registrazione, altri ospiti del nostro microfono.

Alberto De Grandis ha seguito tutta la fase della registrazione, della sonorizzazione e del montaggio e Alessandro “Asso” Stefana ha realizzato il missaggio finale.

Oltre ai suoni della natura e a quelli concreti, ci sono dei frammenti strumentali realizzati a partire dai compositori citati nel testo (Bach, Palestrina, Händel), inni, canti corali, e brani strumentali. L’opera con voci si completa con quattro canzoni inedite tratte dal testo (Canzone di Polly, Ricordati di Rosie, Lilly allo specchio e Spazza il mio camino) e due filastrocche (Bacia Gianna e Il secchio del latte), tutte composte da Vinicio Capossela e arrangiate da Raffaele Tiseo. Oltre a questi brani, ci sono degli estratti, evocati nei temi, di altre canzoni di prossima pubblicazione.

I brani sono interpretati, oltre che da Capossela, da Nada e da Irene Sciacovelli; ospite d’eccezione, il grande artista argentino Melingo; sono presenti nella colonna sonora due suoi temi e la rivisitazione in spagnolo di Ricordati di Rosie.

In questi cinque anni il nostro bosco di latte è così diventato un bosco sonoro, abitato da voci, ma anche da musiche, rumori, canti e preghiere.

V.

 

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