Il 25 e il 26 dicembre, si rinnova lo storico appuntamento. Tutto iniziò 25 anni fa
GATTATICO (Reggio Emilia) – Vinicio Capossela torna al Fuori Orario per il concertone di Natale numero 25. Questo è l’anno delle nozze d’argento per il matrimonio felice tra il circolo Arci e il cantante di Scandiano che il 25 e il 26 dicembre sarà di nuovo a Taneto di Gattatico per riaccendere quell’incredibile macchina di musica e magia difficilmente raccontabile a chi non l’ha ancora vissuta.
Uno spettacolo strabordante affinato dalla lunga pratica di un concerto nato per fare festa grande. Quest’anno poi lo show incrocia un altro significativo anniversario, il riferimento è per i 25 anni che compie Canzoni a Manovella, il celebre album capolavoro firmato da Vinicio Capossela e uscito proprio il 6 ottobre del 2000. L’album si impose come vincitore al Premio Tenco come Miglior Album in Assoluto: “Canzoni a Manovella” era il quinto disco di inediti dell’artista e uno dei più intensi e amati della sua lunga e prolifica carriera. Per fare le cose davvero alla grande il circolo di Taneto, grazie alla Rcf, si presenta alla serata con un rinnovato impianto audio, studiato in collaborazione a Emanuele Morlini, storico fonico del Fuori Orario e oggi consulente del brand reggiano leader nel settore. Di strada il club ne ha percorsa tanta diventando uno dei luoghi iconici della musica italiana e il 26 dicembre, ciliegina sulla torta, prima del concerto l’associazione Slow Music ETS che protegge l’etica e il giusto nella musica, contribuisce a diffondere conoscenze, tradizioni, suoni del territorio al fine di creare una filiera della qualità, eleggerà il Fuori Orario tra i presidi Slow Music. Sarà il primo club in Emilia-Romagna. I biglietti sono disponibili sul sito Ticketone e al circolo Fuori Orario.
I concerti di Natale di Capossela sono un cocktail: c’è lo swing alla Louis Prima (il cantante più festivo di tutti che mai ha inciso un pezzo natalizio), il folklore italo-americano di Lou Monte e Nick Apollo Forte, gli inni presbiteriani, le fantasmagorie fiabesche, pezzi festivi e digestivi, marimbe di ossa, ottoni e vibrafoni. C’è la doppia ancia dei sassofoni, l’organo Farfisa, la chitarra a pancia grossa, il contrabbasso degli Aristogatti, i tamburi forsennati, i cori, gli inni e le campanelle. Tutta la paccottiglia delle feste tirata a lucido per uno sparo di coriandoli con il retrogusto triste che sempre lascia questa sciagura inevitabile che sono le feste.
Questo appuntamento ha sempre il sapore del ritorno a casa, il luogo dove le canzoni di Vinicio hanno preso forma e vita. Un concerto natalizio diventato con il passar del tempo, una vera e propria tradizione alla quale non si può mancare. Una festa tra amici che riunisce l’intera comunità locale e che aspetta queste date come occasione per ritrovarsi e, perché no, fuggire dai cenoni e digerire le stramangiate.
Fonte: www.reggiosera.it



