Vinicio Capossela - ‘Round One Thirty Five - IL VOLO DEL JAZZ 2021

La registrazione è stata chiusa
Vinicio Capossela -  ‘Round One Thirty Five - IL VOLO DEL JAZZ 2021

21 nov, 21:00 – 23:00
Sacile, Viale Pietro Zancanaro, 26, 33077 Sacile PN, Italia

21 novembre 2021

Teatro Zancanaro

SACILE (PN)

ore 21.00

“Il Volo del Jazz”

INFO: www.controtempo.org

BOX OFFICE ONLINE: www.vivaticket.com

https://www.vivaticket.com/it/biglietto/vinicio-capossela-round-one-thirty-five/166418

https://controtempo.org/evento/vinicio-capossela-round-one-thirty-five/

Il 12 ottobre di 31 anni fa usciva “All’una e trentacinque circa”, il primo disco di Vinicio Capossela. L’album, nato sotto l’egida del grande Renzo Fantini e tenuto a battesimo da Francesco Guccini, vinse la Targa Tenco e segnò l’inizio di un felice e caleidoscopico percorso artistico.

All’una e trentacinque circa il Pjazza di Bellaria Igea Marina si svuotava e diventava la culla dei nottambuli e dei lunatici, quelli che non si arrendono mai e, se si arrendono, lo fanno in grande stile. Erano loro il primo pubblico delle canzoni di questo disco, registrate su una cassetta in un pomeriggio d’agosto del 1989. Pochi mesi più tardi, la cassetta finì nello stereo di Francesco Guccini in via Paolo Fabbri 43, e da lì nelle generose mani di Renzo Fantini, manager e produttore dello stesso Guccini e di Paolo Conte. Un anno dopo la registrazione di quella cassetta, sempre ad agosto, il disco prese vita e divenne una sorta di film noir. Un Round midnight girato nell’Emilia dei CCCP e di Pier Vittorio Tondelli.

Così quell’orario di esibizione si è trasformato in un disco odoroso di pioggia e moquette. Lampi biografici, canzoni scritte ad anticipare la vita quando ancora ci si faceva pace. Asfalto, lamieroni, locali epifanici come l’Escandalo o il Corallo. Istantanee disarmanti che rendono epico il viaggio, in cui è il suono, più che il senso delle parole, a dare corpo al mondo. «I suoni fanno da sfondo a un mondo immaginario. Un mondo pieno di guai, affollato di guitti stralunati, strade chiassose e vecchie macchine».

Tutto è partito da una melodia al pianoforte che ricordava una canzone di Dylan, I Was Young When I Left Home. Le parole ce le ha messe la vita con le sue fratture, e quel soffio ha allargato tutta la geografia. È l’epica del pianobar.

In collaborazione con Connessioni – Circolo Mario Fain APS nell’ambito di “Riflessi”.

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