BESTIALE COMEDìA - Borgia (CZ)

BESTIALE COMEDìA - Borgia (CZ)

12 ago, 21:00
Armonie D'Arte Festival, 88021 Borgia CZ, Italia

VINICIO CAPOSSELA

BESTIALE COMEDìA

CONCERTO DANTESCO

Giovedì 12 agosto 2021

Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Borgia (cz)

Armonie D'Arte Festival

Un concerto che attinge ai numerosi riferimenti danteschi della sua produzione artistica e, nel 700esimo della scomparsa del Sommo Poeta, presenta “La bestiale comedia”: un viaggio nell’aldilà tra santi, creature mitiche, bestie, eroi e, soprattutto, peccatori.

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Dal 6 AGOSTO 2021  è obbligatoria la Certificazione verde COVID-19 (GREEN PASS) per partecipare ai concerti

- Maggiori informazioni sul sito: https://www.dgc.gov.it/web/

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Biglietti disponibili su LIVETICKET

https://www.armoniedarte.com/ticketing-parco-archeologico-nazionale-scolacium/

https://www.liveticket.it/armoniedarte

Info

https://www.armoniedarte.com/spettacoli/bestiale-commedia/

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Introduzione di Filippo La Porta

Nel 2021 si celebrano i 700 anni della morte di Dante Alighieri. Poiché la ricerca musicale, artistica e letteraria che Vinicio Capossela porta avanti da tempo è ricca di riferimenti danteschi, é sembrato naturale dedicare un progetto ad hoc a questo importante anniversario. Sebbene le citazioni esplicite di alcuni passi della Divina Commedia siano presenti in particolare in alcuni brani dell’album Marinai, profeti e balene del 2011, in tutta la discografia di Capossela riecheggia l’universo metafisico dantesco attraverso una ricerca della ritualità, del primordiale, delle radici mitiche della propria cultura, tutta volta a decifrare e restituire la complessità dell’animo umano. Non a caso nel 2019 il cantautore ha pubblicato il disco Ballate per uomini e bestie che attinge molto ai simbolismi del medioevo, ai bestiari dove il reale, l’oggettivo, non coincideva col vero. Il vero era metafisico, inconoscibile. Seguendo la via tracciata dal Sommo Poeta, Capossela tenta dunque una indagine poetica del vero attraverso la lente del sacro al quale si accede attraverso la natura e il mondo animale. Il concerto proposto per celebrare l’anniversario della morte di Dante Alighieri attingerà dunque da questa vasta discografia: un vero e proprio viaggio nell’aldilà, tra santi, creature mitiche, bestie, eroi e, soprattutto, peccatori. I compagni di questa impresa saranno due musicisti di grande talento: il poliedrico Vincenzo Vasi e il virtuoso Raffaele Tiseo, che, come Virgilio e Beatrice, affiancheranno il cantautore e gli daranno il coraggio di confrontarsi con una delle opere più vaste, monumentali e magnifiche della storia della letteratura mondiale.

VINICIO CAPOSSELA

BESTIALE COMEDìA

Vedi la bestia per cu’i mi volsi:

aiutami da lei, famoso saggio,

ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi

Gli anniversari offrono l’occasione di misurare il tempo che passa e i mutamenti che porta, ma offrono anche l’opportunità di valutare il tempo che non è passato e ciò che è restato immutato, in modo da poterlo riscattare.

Quest’anno che ricorre il settecentesimo della morte di Dante Alighieri, è dunque parso naturale che Vinicio Capossela, artista che da tempo orienta la sua ricerca alla riattualizzazione di figure e motivi antichi fuori delle ingiunzioni dell’attualità, abbia pensato un progetto che dal confronto con la Divina commediatragga punti d’orientamento per una navigazione dantesca nel proprio repertorio.

Se quello di Dante è infatti un viaggio tra i morti per salvare i vivi, la Bestiale Comedìa, vuol essere un itinerario nell’immaginazione musicale e letteraria per redimere il reale dallo smarrimento in cui sembra gettato. Conformemente ad una visione profetica, nel poema sacro la retta via era ordinata lungo un’ascesa che dalla disperazione infernale - attraverso la speranza purgatoriale - giungeva alla beatitudine paradisiaca; ma oggi che l’umanità vive in eterno essilionel Tempo, disorientata in un unico regno terreno che consuma peccato, attesa e grazia, il viandante moderno non può che essere un errante del caosso, un navigante sanza vela e sanza governo e orientamento di stelle: un disperso nella selva selvaggia e aspra del proprio labirinto interiore, al centro del quale non può che giungere a rispecchiarsi nel terribile Minotauro.

In questa discesa nella matta bestialitade consiste allora l’alto passo verso la canoscenza, il primo di una lunga serie tra creature mostruose e bestie ferine, eroi smarriti e beati nella grazia, prima di tornare a rimirar le stelle. Un cammino periglioso, dunque, che acceso dall’Amore ha bisogno del soccorso della Poesia e di qualche guida sicura, che in questa impresa saranno due musicisti d’eccezione, una compagna picciola votata ai folli voli, il poliedrico Vincenzo Vasi e il virtuoso Raffaele Tiseo, che come Virgilio e Beatrice affiancheranno il cantautore-viator e gli conferiranno il coraggio necessario a confrontarsi con sé stesso oltre che con una delle opere più vaste, monumentali e magnifiche della storia della letteratura mondiale.

L’aldilà dantesco è il perfetto teatro delle passioni umane, l’adempimento di un’umanità persa dall’incontinenza, dalla violenza e la malizia, la scena di un’umanità lacerata dalle tre faville di superbia, invidia e avarizia che Dante colloca proprio all’inizio del poema sotto forma di tre fiere che impediscono il cammino della conoscenza. L’ultima di queste, la più spaventosa, è la lupa, la cupidigia che deturpa il mondo e si accoppia con infiniti mali. Che non si lascia attraversare la strada da nessuno, ma tutti li uccide con la sua insaziabilità.

All’inizio dell’era moderna Dante profeticamente indica uno dei mali del presente, e allo stesso tempo suggerisce con la sua poesia che per coglierne la tremenda realtà, è necessario lasciare il reale ed entrare nel vero dell’immaginazione, passare per la poesia per redimere il reale e intravedere la grazia.

“Affacciarsi a Dante è affacciarsi al pozzo della natura umana. A partire dalla forma a imbuto della cosmogonia della Comedìa, l’attrazione è sempre stata presente.

Ho iniziato ad appassionarmi a Dante per mito interposto. L’eroe della mia giovinezza è stato il dannato, il bohémien, il distillatore di bellezza Amedeo Modigliani. Modigliani sgranava come un rosario ebbro i versi di Dante a memoria, mentre dipingeva i suoi volti dagli occhi vuoti. E così provai a mandarli a memoria anche io scoprendo la più sublime forma di preghiera umanistica. Una esperienza di spiritualità, che nella ripetizione conduce a una specie di trance.

L’attrazione per l’umano, per i suoi miti, per il sublime, per l’inferno, per il peccato e per la virtù, per tutto ciò che desta maraviglia è quello che da quindici anni conduce il mio cammino in musica e parole. Non c’è cosa che Dante non comprenda già.

Santi, eroi e viziosi, una certa attrazione per il misticismo, una visione del mondo non specialistica, ma enciclopedica, il cui soggetto è la natura tutta a partire dalla natura umana sono tra le cose dantesche che più mi attraggono. Galeotti per me sono stati molti libri, ma Dante soltanto li comprende tutti.”

Vinicio Capossela

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