
Nel bosco di latte – Teatro Olimpico – Vicenza (VI) [SOLD OUT]
TEATRO OLIMPICO DI VICENZA
22 ottobre 2025 – ORE 21.00
NEL BOSCO DI LATTE
Voci, canzoni, storie, narrazioni attorno all’opera di Dylan Thomas
Vinicio Capossela, voce e pianoforte
Alessandro Stefana, chitarre
Andrea Lamacchia, contrabbasso
Raffaele Tiseo, violino
Daniela Savoldi, violoncello
Vincenzo Vasi, theremin, percussioni
Irene Sciacovelli, voce e cori
Alessandro Mizzi, voce recitante
con la partecipazione straordinaria di Nada
voci registrate e montate a cura di Alberto De Grandis e Asso Stefana
luci di Luca Pagliano
regia di Luca Sebastiani e Vinicio Capossela
produzione La Cupa e IMARTS – International Music and Arts
Un ringraziamento speciale per le voci registrate a Paolo Rossi, Ermanna Montanari, Alessandro Bergonzoni, Luciana Littizzetto, Stefano Bollani, Daniel Melingo, Mauro Ermanno Giovanardi, Patty Pravo, Roy Paci, Geppi Cucciari, Marco Stefanini, Alberto Nerazzini, Nadia Addis, Enzo Bianchi, Sir Oliver Skardi, Federico Sirianni.
Un evento unico pensato per la chiusura del biennio del Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico. Per questa occasione, Vinicio Capossela, artista dalla voce abissale e dionisiaca, ci accompagna in «un recinto di innocenza del mondo» attraverso l’ultima opera di una delle personalità più affascinanti del Novecento, il poeta e drammaturgo Dylan Thomas: Under Milk Wood. Un testo poetico e visionario del 1954, originariamente pensato dall’autore nella forma del radio-dramma, che racconta di un ideale paese del Galles: una sessantina di personaggi, tutti parecchio strambi, con i loro sogni e i loro pensieri nell’arco di una giornata. Così ci introduce Vinicio nel suo canto: «Una specie di teatro delle voci per un mondo accecato. Bisogna sintonizzarsi alla frequenza dell’umano per entrare nel bosco di latte, ma una volta dentro non ci perderemo. Ci ritroveremo, come in una specie di Eden in cui i nostri passi non sono giudicati dal creatore, ma da un poeta che ha saputo descrivere le nostre anime a partire da quello che sognano, nel momento della più rinnovata purezza: il sonno. Questo spettacolo viene eseguito per la prima volta e in copia unica in omaggio al grande lavoro fatto da Teatro delle Albe sulla voce, la più ancestrale espressione dell’umano».
Vinicio Capossela è uno dei cantautori più visionari e letterari della musica italiana. Cresciuto tra Germania e Italia, debutta nel 1990 con All’una e trentacinque circa, che gli vale la Targa Tenco come miglior opera prima. Nei suoi lavori successivi – da Modì e Il ballo di San Vito fino a Canzoni a manovella, Marinai, profeti e balene e Canzoni della Cupa – intreccia tradizione popolare, poesia, mito e teatro in una scrittura musicale densa di simboli e immagini. Artista eclettico, polistrumentista e narratore, Capossela esplora l’anima profonda del Sud, i destini erranti, il sacro e il profano, con una voce che fonde ironia e lirismo. Autore anche di libri di grande successo – tra cui Non si muore tutte le mattine e Il paese dei coppoloni (finalista al Premio Strega) – ha fatto della scena un luogo poetico dove musica, parola e visione si incontrano. Le sue esibizioni sono veri e propri riti collettivi, in bilico tra concerto, racconto e teatro.

