IL 13 NOVEMBRE ESCE “SOLO SHOW ALIVE”
DVD + CD CHE DOCUMENTA IL SUO FORTUNATO TOUR
DAL 24 NOVEMBRE LE ULTIME REPLICHE DEL “SOLO SHOW“
VINICIO CAPOSSELA torna sulla scena musicale con il motto “Tutto vivo, niente morto” riferito al suo “SOLO SHOW ALIVE”, DVD + CD che documenta il successo del tour teatrale “SOLO SHOW” (più di 60 repliche nelle principali città italiane e oltre 100mila spettatori tra il novembre del 2008 e l’aprile del 2009).
“SOLO SHOW ALIVE”, uscirà il 13 novembre su etichetta Atlantic/Warner Music e conterrà in versione live le canzoni e le immagini del “concerto – spettacolo” tenuto da Capossela al Teatro Verdi di Firenze, un concerto ispirato, nella scenografia e nell’immaginario, al “side show”, una sorta di “circo delle stranezze”. La regia video dello spettacolo è di Gianfranco Firriolo, già dietro la macchina da presa per il videoclip “Il gigante e il mago”.
In occasione della pubblicazione del DVD + CD live, e viste le richieste, dal 24 novembre Vinicio Capossela riprenderà per le ultime repliche il SOLO SHOW, in una fiabesca versione “invernale” che presenterà alcune novità nella scelta delle “attrazioni” e una scaletta che cambierà con l’approssimarsi delle festività natalizie.
Il “SOLO SHOW” (una produzione LA CUPA srl, booking curato da Concerti e Produzioni) ripartirà dal Teatro Sistina di Roma (dove si era chiuso il 9 aprile scorso dopo quattro concerti “sold out”), per toccare alcune città mai raggiunte dalla prima parte del tour (La Spezia, Verona, Padova e altre in via di conferma) e tornare a grande richiesta in città come Roma, Firenze e Milano (dove per la prima volta lo spettacolo sarà ospitato dal Teatro degli Arcimboldi).
“Il SOLO SHOW trae la sua ispirazione non dal circo (palcoscenico di artisti, trapezisti, giocolieri), ma da quelle tende che, ai tempi del Barnum, gli venivano messe di fianco, il side show, appunto. Il baraccone dei fenomeni, i freaks, le creature dimenticate da Noè. La mucca a cinque zampe, il maiale a due teste, la capra unicorno. Tutti esseri da mettere in mostra, che altra abilità non avevano. E così anche il SOLO SHOW è uno spettacolo a due teste, divise da un intermezzo da saloon burlesque: 15 minuti di illusione in compagnia di Christopher Wonder e Jessica Love, la tattoo-lady che scherza col fuoco.
Nella prima parte le attrazioni affiorano dal profondo e prendono vita nell’evocazione, come riassume riassunte il manifesto che annuncia lo spettacolo, the storyfaced man. l’uomo con la faccia deturpata di storie. Tutto il suo animo gli affiora in faccia, rendendolo un mostro. Così, le attrazioni in scena nella prima parte del SOLO SHOW sono tutti gli spettri che escono da quest’uomo “da solo”. L’altro, la relazione, l’amore, la strada, la guerra, la terra guardata in faccia. Se stesso.
Nella seconda parte del SOLO SHOW, invece, ecco le attrazioni illustrate dai banners issati nell’intervallo: “la medusa nervosa”, “il polpo–palombaro in amore”, “la sirena abissale”, “l’uomo vivo”, “la human pignata”, “il Minotauro”. A tutti loro fanno gli onori di casa il Gigante e il Mago. Ci vogliono esercizio e un poco di “Ginnastica” per sostenere tante attrazioni in una volta, ma ci vuole soprattutto una gabbia, una gabbia dorata di luce, come quella che ci si costruisce intorno ogni giorno. In gabbia finiscono spettri del passato, seduzioni, tiranni, mostri, che si espandono a cerchi fino ad arrivare al rito orgiastico e carnevalesco della pentolaccia umana, la human pignata che vince la morte a colpi di artifici fuochi, e il sacrificio finale della bestia ferina, il bove minotauro del rovescio del mondo di sotto, catturato, ingabbiato ed esposto.
Nel finale il palco diventa saloon, quando vi viene issato il piano delle confidenze, e il pubblico finisce in gabbia irretito dalla sibilla oracolo, che fornisce stralci di enigmi da portarsi a casa, per indagare il futuro.
SOLO SHOW si chiama, perché è “solo show”, soltanto spettacolo. E perché va affrontato da soli, tenendosi stretti. Come farsi un giro in ottovolante e sospendere l’incredulità. Smettere di accanirsi nell’impiego del tempo. Darsi una tregua con la vita, per farci assaltare dall’interno, da noi stessi, nel momento in cui chiudiamo gli occhi. Può funzionare o no, ma l’unica garanzia certa è che, come proclamava al megafono Wonder il Mago dall’altra parte del sipario, ondeggiando sui suoi lunghi trampoli sopra le teste intimorite che affollavano la sala, quello che abbiamo avuto avanti agli occhi ogni sera era…
Tutto vivo! Niente morto!
Vinicio Capossela
