In clandestinità

In clandestinità
Il libro

prefazione Mr Pall

A volte ci si trova a ripensare alla propria follia, ai giorni pieni di magia e di speranza e al sogno, a volte inconfessato, di vedere il proprio nome sulla copertina di un libro. Questi pensieri vengono immediatamente sostituiti dalla poesia quando la voglia di spaccare un bicchiere è meno forte della voglia di riempirlo.Vinicio & Cinasky

“Il problema di chi beve è che se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare, se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare e se non succede niente si beve per fare succedere qualcosa,” diceva Bukowski.

Dietro ogni bicchiere, però, si scorge quasi sempre la storia dell’individuo, il tormento della ricerca di se stessi e non del tempo perduto.

Vivo sembra quasi voler dire caustico, per sciogliere i limiti e i confini che solo una vita può avere, anche una vita di epopee.

Non si può ridere tutti i giorni ma si può cercare di farlo allontanando i giorni in cui i sogni erano l’armatura e servivano solo a ingigantire il mistero dell’esistenza.

Le parole sono solo parole.

La vita che le ha provocate, come in una favola, è stata poetica ma anche mimetica perché tra i tanti modi di affrontare il tormento della ricerca poetica c’è anche il proprio occultamento.

La storia è stata scritta molto dopo che la vita è stata vissuta e non ha importanza se e dove porterà - ciò che conta è non avere rimpianti quando si è tentato di rendere epico ciò che è stato reale. Queste pagine sono intrise di vita, di profumi e di ricordi ma anche di paure e di disperazioni.

Quindi a ognuno la sua epoca e a voi la nostra epica.
Buona lettura.

Vincenzo Costantino Cinaski