Vinicio Capossela | 2011
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Marinai, Profeti e Balene
Il grande Leviatano – 4:47

Le coste ed i terrori di dentro la balena
Facevano a me intorno un buio spaventoso
Di Dio l’onda nel sole si muoveva serena
Portandomi abissato al giudizio doloroso


Io vidi spalancarsi la bocca dell’inferno
Con pene e con dolori d’orrenda privazione
Che solo chi ha provato sa cos’è in eterno
Cadevo nell’abisso della disperazione

Nella disperazione io mi rivolsi a Dio
Quando appena potevo sperar più la pietà
Ed Egli piegò il capo a udire il prego mio
E il grande Leviatano mi gettò in libertà

Corse rapido Iddio al mio grido di pena
Come fosse portato da un bianco suo delfino
Splendeva sulle acque il volto sereno
Del mio liberatore tremendo e divino

Nel mio canto per sempre vorrò ricordare
Quell’istante gioioso di nuova concordia
D’ora innanzi e per sempre dovrà risuonare
Del mio liberatore la misericordia

Nel mio canto per sempre vorrò ricordare
Quell’istante gioioso di nuova concordia
D’ora innanzi e per sempre dovrà risuonare
Del grande Leviatano la potenza e la misericordia…
L’oceano oilalà – 3:08

Che tipo scontroso, giocoso, scherzoso
Che tipo che coso è l’oceano oilalà
la la la la
Il tifone è allegro
Il baleno è un buffone
Quando sbatte orgoglioso il codone
La nuvola scappa
La schiuma si leva
Quando soffia l’arcoBalena
la la lala
Che tipo scherzoso giocoso, scontroso
Che tipo che coso è l’oceano oilalà
lalala
La nave la spacca col tuono
Che tipo che coso l’oceano che è
Per lui è soltanto uno sbuffo
Si scrolla il cielo di dosso in un tuffo
lalalala
Che tipo scontroso giocoso scherzoso
Che tipo che coso è l’oceano oilalà
lalala la
La nave che sbatte è il cicchetto che fuma
Quando vanesio s’incipria di schiuma
Per lui è soltanto un balocco
La burrasca che gonfia nel fiocco
Che tipo scontroso giocoso scherzoso
Che tipo che coso è l’oceano oilalà!
Che tipo scontroso giocoso scherzoso
Che tipo che coso l’oceano che è
Che tipo scontroso giocoso scherzoso
Che tipo che coso l’oceano che è
lalalala
Rolling the wave, rolling the wave
Rollin the wave around the whale!
La balena rolla e rulla
Tonda e oleosa, grassa e sontuosa
Piena di barili d’olio
è solo un mammifero senza piedi
La più bella l’ho vista nuotare sulla crosta d’oceano polare
Al ramponiere non manchi la lena
quando colpisca la balena
Rolling the wave rolling the wave around the whale
Rolling the wave rolling the wave around the whale
Della tempesta non s’importa
Tanto sa sempre nuotare
È un gigante di forza, è la regina del mare!
Uhm che la smetta quel tuono,
A che ci serve un tuono?
Uhm non vogliamo dei tuoni, noi vogliamo del rhum
Uhm uhm
Date un bicchiere di rhum!
Uhm uhm date un bicchiere di rum
Uhm uhm uhm, noi vogliamo del rum
Uhm uhm uhm, noi vogliamo del rum,
Uhm uhm uhm
Noi vogliamo del rum

Pryntyl – 4:40

Nel fondo del mar, nel fondo del mar..
La foca barbuta, sempre piaciuta
Che è solitaria, le piace cantar,
Una sirena si sente coi baffi,
Una sirena nel fondo del mar
E i pesci uccelli le batton le ali
E scrosciano applausi di pinne e di bolle
Nel fondale spettacolare
Dell’abisso musicale


Io la vispa Pryntyl
Dal caschetto malizioso
Nettuno si gettava ai miei piedi
Implorando chiamami Nunù
Prima stella del corpo di ballo
Del balletto delle onde
Un tutù di alghe nel blu.. chiamami Nunù
Perchè sono una sirenaaa canto in sirenese
Ondeggia il pavimento, nel mare si stringono i cuori
Li assalgono i mali della nostalgia
Si avvicinano navali e gamberi
schiudono perle le ostriche

Non ho perso la voce per un paio di gambe
Come la Sirenetta in pegno d’amor
Ma io la perdo fumando e bevendo
Nell’orgia dei sensi mi butto cantando
E mi ubriaco e stordisco ballando
Nell’ebrezza felice abbracciando
Sulla terra tutto si consuma
L’amore all’alba si trasforma in schiuma

Ma nell’abisso è tutto uno spasso
Puoi sempre incontrare un pesce pagliaccio
E quando sei triste basta una siiiireeennaaaaaaaa
Sbarazzina, civettuola, piena di squame dalla coda alla gola

Fatevi attorno focene volanti, cavallucci di mare, terra e bagnanti
Ascoltate come sturo l’abisso
Ora lo scandalo lo darò io
Perchè sono una sireeennaaaa, canto in sirenese
Pryntyl slash slash smack smack glu glu
Chiamami Nunù

Ora Pryntyl sei finita in taverna
In esilio da kraken e krill
Sei finita a guadagnarti la birba
Tra le biffe, i lenoni e i play boy
E i papponi del porto ti tengono
Alla lenza di grog e di skunk
E mi ubriacano a furia di spriz
E mi ubriacano se faccio le biz

Bell’ufficiale buttiamoci a mare, voglio tornare
squamata a brillare
Ma che non lo sappia, il capitano testa di morto
O a tutte due finirà il collo torto
Finiremo con lui tra gli scogli a schiamare:
kruag kruag kruag affondate con me
E non è proprio un verso da sirenaaaaa
Che canta in sirenese..
Pryntyl slash slash smack smack glu glu
Pryntyl slash slash smack smack glu glu
Pryntyl, smack smack glu glu
Chiamami Nunù
Polpo d’amor – 3:43

Troppe braccia per non abbracciarti
tentacoli senza tentazioni
troppe braccia per non abbracciarti
tentacoli per cercarti
spettri danzano negli abissi
negli abissi danzano
vascelli fantasma
e non ti trovo compagna


Mando messaggi di inchiostro nero nero
per trovarti nel nero nero
mando messaggi di inchiostro nero nero
nel nero nero
otto braccia per abbracciarti
otto braccia mi mancano
otto braccia per ritrovarti
otto braccia mi mancano
e quando infine io ti troverò
cento ventose io ti attaccherò
e danzeremo insieme
questo polpo d’ amore

L’ abisso è scuro scuro
l’ inchiostro è nero nero
mando messaggi di profondità
lettere di profondità
e quando infine io ti troverò
cento ventose io ti attaccherò
e danzeremo insieme questo polpo d amore
otto braccia per abbracciarti,
otto braccia mi mancano
otto braccia per abbracciarti
Lord Jim – 4:34

Nessuno è mai protetto
Dalla sua debolezza
Che se ne sta nascosta
Come una serpe dentro un rovo
Vilmente sconosciuta
Appena sospettata
Ma invece rivelata
Nel momento che sta a te
Lord Jim


Credevi di esser forte,
Credevi di esser saldo
Ora sai chi sei, ora che sta a te
Lord Jim
Proprio ora che sta a te
Lord Jim

Le domande non ti toccano
Ti piegano e t’interrogano
Tornare indietro un attimo
Ma non c’è niente da rifare
Solo da aspettare
La prossima occasione che ancora tocchi a te
Lord Jim

Ora hai mancato il colpo, ma di questo non si muore
E’ solo che ora sai, di che pasta sei
Lord Jim

Per commettere un crimine
Ci vuole il suo coraggio
Ma per voltar la testa
Basta la debolezza
Sono tutti complici
E non te ne vorrebbero
Ti giustificherebbero, giustificando loro

Ma è dentro te che sai com’è che farai
Come ti comporterai
Quando ancora starà a te
Lord Jim

La chiave della cella è meglio siano i giudici a tenerla
Lasciare al mondo fuori la condanna e l’assoluzione
Ma a farsi giudici di sè non c’è più espiazione

Non c’è un confessore a cui affidare la tua pena
Sali il tuo calvario di esule in esilio
Porta sulle tue spalle la tua croce di Caino
Non c’è abbastanza terra più per te
Terra più per te

Ora hai fatto il salto
E il pozzo non ha fondo
Hai perso l’innocenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Ora hai la conoscenza
Sei uno di noi
Lord Jim
Hai perso l’innocenza
Sei uno di noi
Lord Jim
La bianchezza della balena – 3:59

Sebbene sia bianco il signore degli elefanti bianchi
Che i barbari Pegu pongono sopra a ogni cosa
E bianche le pietre che i pagani antichi donavano
in segno di gioia, per un giorno felice
Bianche cose nobili e commoventi,
Come i veli di sposa
L’innocenza, la purezza, la benignità dell’età
Sebbene abiti bianchi vengano dati ai redenti
Davanti a un trono bianco,
Dove il santissimo siede, bianco come la lana
Sebbene sia associato a quanto di più dolce,
Onorevole e sublime
La bianchezza della balena
Niente è più terribile di questo colore,
Una volta separato dal bene,
Una volta accompagnato al terrore
La bianchezza dello squalo bianco,
L’orrida fissità del suo sguardo
che demolisce il coraggio
La fioccosa bianchezza dell’albatro,
nelle sue nubi di spirito
La bianchezza dell’albino bianco
E cosa atterrisce dell’aspetto dei morti
se non il pallore
Bianco sudario colore?
Spettri e fantasmi immersi in nebbie di latte
Il re del terrore avanza nell’apocalisse
Su un cavallo pallido
E pallidi i cappucci della pentecoste
E il mare nel suo richiamo abbissale
Nell’antartico, bianco sconfinato cimitero,
il bianco sogghigna nei suoi monumenti di ghiaccio
Il pensiero del nulla si spalanca nella profondità lattea del cielo
Bianco l’inverno bianco, la neve bianca,
bianca la notte
Bianca l’insonnia bianca, la morte bianca
e bianca la paura è bianca
L’universo vacuo e senza colore
Ci sta davanti come un lebbroso
Anche questo è la bianchezza della balena
La bianchezza della balena
Capite ora la caccia feroce? Il male abominevole,
l’assenza di colore
l’assenza di colore

Billy Budd – 5:01

Oh oh ay ay Billy Budd
Oh oh ay ay Billy Budd oh oh ay!
Ecco il cappellano
E’ entrato nella cella
In ginocchia sulle ossa
piegato qui a pregare
Per quelli come me
Billy Budd
Oh oh ay ay Billy Budd
Oh oh ay ay Billy Budd..
Mentre dall’oblò
Entra un po’ di luna
Riflessa su una sciabola d’argento
Arriva fino a dentro
Ma morirà anche lei all’alba
dell’ultimo giorno di Billy Budd
Oh oh ay ay Billy Budd
Oh oh ay ay Billy Budd
Domani
faranno di me un gioiello
Una perla appesa in punta di pennone
Come quegli orecchini che un giorno
regalai a Molly..
Molly Budd!
Oh oh ay ay Molly budd
Ai ai, sospenderanno me, non la mia sentenza
Appenderanno me al capriccio della lenza
Ai ai tutto è pronto
Anch’io devo esser pronto
a salire fin lassù, di quaggiù
a salire fin lassù, di quaggiù
Ma non è tutta una finta
non è che sto sognando?
un taglio alla mia gomena?
Andare alla deriva?
Il tamburo chiama per il grog, ma Billy non lo sà
Il tamburo chiama per il grog, ma Billy non lo sà
Ay ay Billy Budd oo ay Billy Budd oh oh Ay !
Ma Donald mi ha promesso
Di starmi accanto all’asse
Stringerò una mano
prima di andare a fondo
Ma che sto dicendo
Allora sarò morto, ora che ci penso
Ricordo Taff di Galles,quando sprofondò
La guancia come un garofano in bocciolo
Ma a me mi legheranno ai piombi dell’amaca
Mi metteranno giù giù in fondo
Come sognerò dormendo
Sento che sta arrivando il sonno
Sento che sta arrivando il sonno
Sentinella sei lì fuori?
allenta le manette perfavore
E girami sul fianco
Sii gentile ho sonno
Le viscide alghe mi si attorcigliano già attorno
Sii gentile ho sonno
Le viscide alghe mi si attorcigliano già attorno
Sii gentile ho sonno
Oh oh ay ay Billy Budd ooh oh oh ayay
Oh oh ay ay Billy Budd ooh oh oh ayay

I fuochi fatui – 4:41

I fuochi fatui, i fuochi fatui
danzano tremuli
i fuochi fatui, i fuochi fatui
danzano demoni
i fuochi fatui, i fuochi fatui
fuochi fatati
i fuochi fatui


I fuochi fatui, fuochi specchiati
i fuochi fatui
i fuochi fatui, fuochi sognati
i fuochi fatui
i fuochi fatui, fuochi abissati

“I corpisanti abbiano pietà di noi tutti!”

“Sì sì, marinai, osservatela bene, la fiamma bianca
illumina soltanto la via verso la balena bianca
sebbene tu sia luce, che prorompe dalla tenebra
io sono tenebra che prorompe dalla luce!
Io brucio con te, forza del cielo, io ti adoro sfidantoti”
Danzano tremuli, tremuli danzano
danzano e tremano

Achab è Achab per sempre
tutto questo dramma è decretato
e le prove io e te le abbiamo fatte
un miliardo d’anni fa
Sciocco! Io sono il luogotenente del Fato.
Agisco i suoi ordini. Bada tu, di obbedire ai miei

Che cos’è mai questa cosa senza nome?
Quale tiranno mi comanda?
Perché contro tutti gli affetti
io debba osare ciò che nel mio cuore vero
non ho mai osato di osare?
Sono io questo o chi?
Dove vanno gli assassini marinaio?
Chi dovrà sentenziare quando il giudice stesso
è trascinato alla barra?

Ma è un vento dolce oggi e un cielo dolcissimo
e l’aria odora come se spirasse da prati lontani
Vi sentire coraggiosi, marinai coraggiosi?”

I fuochi fatui, i fuochi fatui
Danzano tremuli
I fuochi fatui
“LA BALENA!
La mascella!
La sua fronte implacabile avanza!
La Mascella!”

“Nave gloriosa fino alla morte, devi tu perire senza di me?
Oh solitaria morte di una vita solitaria!
Riversatevi ora qui arditi flutti della mia vita trascorsa
e coronate questo grande maroso della mia morte.

Io mi volgo verso di te, mostro
fino all’ultimo lotto con te.
Dal cuore dell’inferno io ti trafiggo
in nome dell’odio io vomito su di te l’ultimo respiro!
Legato a te dannata balena, così io getto le armi”

Ismaele:
“Il mare ci si richiuse sopra come all’epoca del grande diluvio
e io soltanto mi sono salvato per potervelo raccontare”
Job – 6:05

Un uomo era in terra di Uz
Un uomo di perfetta purità
Temeva Dio e il male aborriva
Tra tutti i figli dell’oriente, uomo più grande non c’era


E un giorno venne che i figli della terra stettero davanti al signore
E Satana tra loro
Hai messo il tuo cuore sul mio servo Job?
E’ un uomo di perfetta purità
Di un bastione lo hai circondato
Ma senti la tua mano e colpiscilo nel suo
Sulla tua faccia ti maledirà

E un giorno un messaggero venne a Job e disse:
“Fuoco di Dio dal cielo è sceso
greggi e mandriani ha divorato
sono venuto a dirlo io, il solo scampato”
parlava ancora e un altro arriva e dice
“I figli tuoi sedevano e mangiavano
quando ecco dal deserto leva un vento
nella rovina sono morti”
“Dal ventre di mia madre nudo sono uscito,
nudo tornerò
Il Signore dà, il Signore toglie
sia benedetto il nome del Signore”
E Satana disse:
“La pelle per la pelle. L’uomo dà tutto per la vita
ma stendi la tua mano nel suo osso,
sulla tua faccia ti maledirà”
E piagò Job con l’ulcera del male
dai piedi fino al cranio
“Maledisci il Signore e muori!”
“Se accettiamo il bene, dobbiamo prendere anche il male
il Signore dà, il Signore toglie, sia benedetto il nome del Signore”

E infine Job apre la bocca e grida:
“Che tu sia maledetto giorno che mi hai partorito,
che sia un giorno di tenebra, il cielo lo ripudi
gli neghi il lume della luce
Perchè ginocchia venirmi incontro?
Perchè mammelle vi ho succhiato?
Perchè la luce è data a chi pena?
Perchè la vita a una gola amara?
Ecco, i terrori che più ho temuto
Ecco incarnarsi le mie paure
Non ho pace nè tregua,
Sono un cumulo di dolore

Strepita pure, chi ti risponde?
Se cerchi Dio, se implori Shaddai
Se rispondesse quando io grido
Solo m’ingozza di pena amara
Dio stermina chi ha colpa
E che non ha colpa
La terra è data in mano a chi fa il male
La faccia dei suoi giudici è coperta
Tu che hai messo in me la grazia della vita,
Tu che fai dei miei giorni un’ombra
Ecco che nascondi nel tuo cuore:
Terra buia come la tenebra
Dove non brilla che oscurità
E adesso che il mio occhio ti ha veduto
Mi ripudio
E mi consolo
Sulla polvere e sulla cenere”
La lancia del Pelide – 4:31

La lancia del Pelide
Magico dono
Per un verso ferisce, per l’altro guarisce
Lei sola lenisce le ferite che infligge.


Così sei tu,
Mia bella tu
Tu che puoi uccidermi e farmi risorgere
Non vale altra cura per le ferite che procuri tu..

La lancia del Pelide infuria in battaglia
Infiniti lutti adduce al suo tocco
Ma è unica a avere
Il magico dono
Di restituir la vita a chi l’ha tolta

Così sei tu,
Mia bella tu
Tu che puoi uccidermi o farmi risorgere
Come quella fenice è la ferita che procuri tu

Guariscimi ora
Tu sola hai la cura
Non vale che cerchi altrove consiglio e premura

Guariscimi ora
Tu che ne hai la cura
Il tuo amore è una lancia appuntita
Che può toglier la vita
Guariscimi amore,
Del male d’amore
Guariscimi ora,
Tu sola hai la cura

Ahhhh….

Tornerò a vita per te
Tornerà vita per noi..
Guariscimi amore
Dal male d’amore
Guariscimi ora
Tu che ne hai la cura
Goliath – 3:28

Venite vedrete è arrivata la balena
Si porta sulla schiena tutta la storia del cosmo
E’ la più grande del mondo
Ma viaggia sulle ruote
E si chiama Goliath
Ha perso la vita ma ha salvato la pelle
Entrateci in bocca e vedrete le stelle
Il grande meccano dell’universo sovrano
Perché la balena è un cannone
Puntato sull’abisso del cielo
Un telescopio vivente
Tra la vita e il niente


Venite vedrete è arrivata la balena
E io la cavalco
Sul cocchio della schiena
Perché sono il cavaliere nano
Dell’Apocalisse

Vedrete anche Ulisse che si affanna a tornare
Le sirene, i ciclopi
E le creature del mare
Dimenticate da Noè
Nell’arca della pancia

Non badate all’odore
Dell’artista ambulante
E’ pur sempre una carcassa di taxidermista
La carne imputridita gli cola sulla pista

La balena è un totem
E’ il nostro sacrificio
Il suo occhio vacuo e spiaggiato
Che ancosa si ostina a guardare
Innocente come madre
Come i fanciulli di Erode

E io la porto a voi
Affinché possiate liberarvi
E brutalmente desiderare
E selvaggiamente uccidere e picchiare
E stuprare e sbranare
Nella santa anarchia del caos primordiale
Finché tutta la carne
Sia colata di dosso

E restino lustre
E di sasso le ossa
E ritorni l’ordine del silenzio
Iniziale
Vinocolo – 4:02

Vino Vinocolo
Vino Vinocolo
Vino Vinocolo
Vino con un occhio solo
Attenti al Cannibale
Attenti al Cannibale
Per me che son vetta di Monte
tutto mi appare lontano
Gli Uomini son così piccoli
volli vederli più da vicino
Vicino, venire più vicino
Vicino, vedere più vicino
In una lente di vino
Li vidi e me li mangiai
Attenti al Cannibale
Attenti al Cannibale
Venti misure di acqua ed una misura di vino
Vino vinocolo
Vino di Mèrone
Vino che abbatte il Ciclope
non conoscevo il succo dell’uva
E solo pascevo le crape
Bevevo latte e mi ha vinto il miele
Del succo dell’uva pigiata
Un nessuno, nessuno da niente
Mi ha vinto col vino mi ha vinto col vino
Mi ha orbato la luce dell’occhio
E poi si è nascosto in un nome
E io mi aspettavo un eroe
Vino vinocolo, vino monocolo
“Quando i compagni mi avrai mangiato bevilo disse e sarai beato”
A brani a brani me li mangiai
e poi avido tracannai
Ed era buono, ed era buono
Al pesce qundo abbocca, l’esca gli piace e la mangia tutta
Carne e vino vomitavo ubriaco
Col capo girato di lato
Mi vinse il sonno che tutto doma
Mi vinse il sonno che tutto doma
A grandi coppe bevono i barbari
Al vino scostumati
Danzano in coro, danzano in coro e ne chiedono ancora e ancora
Ridono in bocche di anfore
Profumi di viola e di sangue
Vino ematoso, vino ferroso
Vino di Mèrone stuporoso
Facce di cani parlanti
Facce che ridono abbaianti
Vicino vedere più vicino
Vicino vedere più vicino
Attenti al Cannibale
Ora che ho visto così da vicino
La luce del sole me la renda il vino
Vino demodoco
Vino cantore
Vino dilatatore
Attenti al cannibale
Attenti al Cannibale
Io come Kronos che tutto divora
ma per aumentare le cose ancora
Io come Kronos che tutto divora
ma per aumentare le cose ancora
Vicino venire più vicino
Vicino vedere più vicino
Volli vedere da vicino
Volli vedere da vicino

Le Pleiadi – 4:56

Non piove, non piove
E’ un raggio la vela nel sole
Cede il suo lume alla volta
Alla Stella Polare
Urano lontano, lento meccano del cielo
Tutto di muove, ma niente si muove davvero
E i giorni passano e gli anni e le nozze col velo
Raschia la linea degli occhi l’inganno del telo


Tramontate son le Pleiadi
Notte Alta
Io dormo da sola..

L’attesa,
E’un inganno l’attesa
Ma, preferisco l’attesa
E’ più dolce che non vederti tornare
Nell’attesa mi conosci così bene
Ma poi non riconoscerò Te..

Non piove non piove
Precipa il carro nel cielo
Dondola l’Orsa appesa alla volta polare

Andromeda, Orione
Le figlie di Atlante
Brillanti ai naviganti
La via per tornare

L’attesa, è un inganno l’attesa
Ma preferisce l’attesa
Lei non mi crederà, perchè ama la sua nostalgia
Nell’atesa mi conosci così bene
Ma poi non riconoscerò Te

S’alza in cielo ora la Croce del Sud
Notte alta io avanzo da solo
Fino ai confini delle Pleiadi
Fino agli estremi confini del mare

Ma io non ti dico tutto, con Te consigliati in cuore
E da te stesso scegli la via
Aedo – 5:16

L’aedo canta e intanto la memoria
Si versa sopra agli occhi
Il dono che
Gli dà luce dentro
Lo fa cieco di fuori


Canta la storia
Come ci fosse stato
Come se avesse visto
Prima di essere nato
Ah Ah, soffrilo e poi impara

L’aedo incanta
E mentre tesse il testo
In sala sorse il pianto

Il verso versa
E toglie alla morte
Chi viene cantato

Chi aveva orecchie, chi potè sentire
Ritrovò la sua vita, com’era e com’è stata

Ah, soffrilo e poi impara
Ah, e imparalo a cantare
Pathos mathos

Un re tradito
Che ritrovò il ritorno
Nascosto di stracci
Portò la strage in sala

L’aedo disse
Nel silenzio di morte
A chi lo giudicava
O re potente come ho cantato loro
Ora canterò di te

E disse quello
Che tu viva per sempre
E dentro il tuo canto
Io viva con te
Ah, soffrilo e poi impara

Gli Dei soltanto
Ci filano sventure
Per dare gloria al canto
E il canto dice nascosto nel tempo
Con voce di pietra:
“Siamo due coste di rupe
Aspettiamo un terremoto
Per unirci di nuovo
In un solo canto”

Ah, soffrilo e poi impara
Ah, e imparalo a cantare
Pathos mathos
La Madonna delle conchiglie – 4:11

La madonna delle conchiglie
È arrivata restituita dal mare
Senza carte, senza la scorta
Senza permesso, senza passaporto
E di un fuggiasco così come era
Ne abbiamo fatto la madonna nera
Che è la madonna dei naviganti
Protegge gli ospiti come i viandanti
Volta l’onda e poi la rivolta
Mentre tremola sopra la barca
Sopra la barca la portano fuori
Guarnita tutta di conchiglie e fiori
Benedice chi si avventura
Chi ha il cuore saldo e chi si appaura
Chi viene a riva con le fanfare
Chi arriva solo e sputato dal mare
La madonna delle conchiglie
Ha gli occhi come biglie, come coralli
È vestita di drappi azzurri
Come a una perla le fanno ventaglio
Ha lo sguardo dolce e un poco lontano
Di chi per tanto ha navigato invano
Ha lo sguardo dolce e un poco assente
Di chi ti capisce, e non può farci niente
Ma dalla fede della sua gente
Lei non sa come riparare
La guarniscono e danno ai flutti
Le sparano il fuoco e la invocano tutti
La madonna delle conchiglie
È solo una statuetta restituita dal mare
Ti guarda muta, senza parole
E ha il volto tinto di un altro colore
Da chi diverso e così lontano
Se l’è forgiata e dipinta a mano
Un altro popolo, un’altra gente
Con la stessa paura di sempre
Di essere nati e dovere andare
Nati e poi non essere più niente
Di essere nati e dovere andare
Nati e poi non essere più niente
Eppure la madonna delle conchiglie
È un serafino con gli occhi di biglie

Calipso – 5:02

Calipso
Colei che nasconde
Tra i cristalli di luce
e il labirinto di ombre
Nel suo giardino d’incanto
Non cambia mai stagione
e cinto intorno e la chiave
è nell’ombelico del mare


Rivestitelo ancelle
Imbalsamatelo belle
Qui la corsa è finita
Qui si è incantata la vita
Il vino e l’amore poi ancora l’amore
il vino e l’amore l’amore ancora
Il tuo abbraccio d’ambrosia mi ha tolto alla strada
mi ha tolto alla strada e la strada dov’è

Calipso
Calipso una stagione sola
Nel luccicare del sole
senza vecchiezza e morte
senza più sete e fame
un velo di piacere e sonno
mi ha nascosto al mondo
fermati e non ti agitare
ti puoi attardare
ti puoi attardare
nel quadro degli amanti nudi e crudi
gli amanti ruotano come lancette nel talamo del letto
eccoli gli amanti nudi e crudi
e il tempo non passa
il tuo abbraccio d’ambrosia mi ha tolto alla strada
alla notte alla morte al freddo e al dolore
mi ha tolto alla strada e la strada dov’è

Bloccato qui
solo sullo scoglio
piango la mia anima ospite
il mare è una cintura di spine
che cinge la vita del giorno
che cinge il ritorno
preferisco tornare allo sforzo al dolore
tornare a penare e indietro lasciare
il riparo accudito dal bene di un dio
di un paradiso che non è il mio
sembrava eterno presente ma è già dietro le spalle
però domani
però già ancora un poco di Calipso
mi ha già ripreso l’incanto
solo di giorno è il pianto
la notte scioglie le ore
partita anche l’ultima nave
nessuno mi può più trovare
nessuno mi può più trovare
Dimmi Tiresia – 4:46

Dimmi Tiresia
Dal regno dove mai nessuno si è recato
Versami il sangue
Scavami un botro
Un buco per sbirciare tra il mio destino e il Fato
Bevi il mio sangue
Che porti alla memoria la coscienza di chi ero e sono stato
Ma è meglio sapere o non sapere
Aver la conoscenza
Sapere o non sapere
Quello che poi mi sporcherà
Dimmi Tiresia
Affido a te il mio viaggio
Alla tua sentenza
Tu che già sai, com’è filato il mio cammino
Sapere o non sapere
Se la donna mia mi aspetta se è fedele
Sapere o non sapere


Dimmi Tiresia
Quali stratagemmi dovrò ordire
In quale forma mi dovrò nascondere
Dimmi Tiresia
Ma è meglio sapere o non sapere
E non poter più credere
Sapere e poi dovere
Portare fino in fondo il compito

Dimmi Tiresia
E’ duro profetare
La conoscenza è distanza che separa
La fatica di conoscere
E’ più grande fatica di essere creduti?
Dimmi Tiresia
Tu che dimentichi e ricordi e poi dimentichi
E così purifichi
A che mi servirà sapere
Saper il mio destino come già deve compiersi
E poi non esser più creduto dai compagni
Soltanto dai segni nei sogni
Dimmi Tiresia
Togli la sete
Conoscilo e poi scordalo
Bevi di questo Lete
Conoscilo e poi scordalo
La conoscenza è niente senza fede
Conoscilo e poi scordalo
La conoscenza è niente senza fede
La conoscenza è niente senza fede

Vai oltre il ritorno
Porta sulle spalle un remo
Abbandona la casa e vai errante nel sole
Fino a gente che non batte il dorso del mare
Che non conosce i cibi conditi col sale
Che confonderà il remo con un ventilabro
Un rastrello per spargere intorno sementi
Per pettinarle nelle crine dei venti
Lì lo poserai offrirai sacrifici
La morte ti coglierà dal mare
Consunto da splendente vecchiezza
Tra gente felice attorno
Questo ti dico senza tema nè dubbio
Questo ti dico senza tema nè dubbio
Nostos – 3:37

Nè pietà di padre, nè tenerezza di figlio, nè amore di moglie
Ma misi me per l’alto mare aperto
Oltre il recinto della ragione,
Oltre le colonne che reggono il cielo,
Fino alle isole fortunate, purgatorio del paradiso
Nostos Nostos
Fino alle terre retro al sol e sanza gente
Itaca ha dato il viaggio
Le sue ombre di viti nel sole e nel miraggio
Le abbiamo portate dentro
Come una bussola
Ci ha fatto andare oltre gli incantesimi,
E i Lestrìgoni
Oltre le lusinghe dell’eterna giovinezza
Ma a ritornare ora
La troveremmo vuota di gente e piena di sonno
Itaca ha dato il viaggio, Itaca ha dato il viaggio,
L’hai avuta dentro, ma non ci troverai nessuno


Fatti non foste a viver come bruti,
Ma per seguire virtute e canoscenza
Considerate la vostra semenza,
considerate la vostra semenza,
Nostos nostos, perdere il ritorno
Batti le ali, fare da remi al volo
Ali al folle volo!
Fino alle terre retro al sol sanza gente
Fino alle terre retro al sol e sanza gente
Le sirene + Ghost Track – 21:07

Le sirene ti parlano di te
quello che eri
come fosse per sempre
le sirene
non hanno coda né piume
cantando solo di te
l’uomo di ieri
l’uomo che eri
a due passi dal cielo
tutta la vita davanti
tutta la vita intera
e dicono
fermati qua
fermati qua


le sirene ti assalgono di notte
create dalla notte
han conservato tutti i volti
che hai amato e che
ora hanno le sirene
te li cantano in coro
e non sei più solo
sanno tutto di te
e il meglio di te
è un canto di sirene
e si sente nel rimpianto
di quanto è mancato
quello che hai intravisto e non avrai
loro te lo danno
solo col canto
ti cantano di come sei venuto dal niente
e niente sarai

uhhhhhhhhhhhhhhhhh

le sirene sono una notte di birra
e non viene più l’alba
sono i fantasmi di strada
che arrivano a folate
e hanno voci di sirene

riempi le orecchie di cera
per non sentirle quando è sera
per rimanere saldo
legato all’abitudine
ma se ascolti le sirene
non tornarai a casa
perchè la casa è
dove si canta di te
ascolta le sirene
non smettono il canto
nella veglia infinita cantano
tutta la tua vita

chi eri tu
chi eri tu
chi sei tu

chi eri tu
chi eri tu
chi sei tu Mnemosynè?[nota: è uno dei Titani e la madre della Muse, la memoria]

perchè continuare fino a vecchiezza
fino a stare male
e già tutto qua
fermati qua
non hai più dove andar

le sirene non cantano il futuro
ti danno quel che è stato

il tempo non è gentile
se ti fermi ad ascoltarle
ti lascerai morire
perchè il canto è incessante
ed è pieno d’inganni
e ti toglie la vita
mentre la sta cantando

uhhhhhhhhhhhhhh